romanzo per ragazzi
Vamba è lo pseudonimo di Luigi Bertelli (Firenze, 1858–1920), giornalista e scrittore toscano. Il soprannome "Vamba" viene dal personaggio di un giullare nel romanzo Ivanhoe di Walter Scott. Bertelli fondò e diresse Il Giornalino della Domenica, il famoso periodico per ragazzi su cui pubblicò a puntate le avventure di Gian Burrasca tra il 1907 e il 1908. Il libro uscì in volume nel 1912 e divenne subito uno dei classici della letteratura italiana per l'infanzia.
Il protagonista è Giannino Stoppani, un bambino di otto anni vivacissimo e pieno di fantasia, soprannominato "Gian Burrasca" per il caos che semina ovunque vada. La storia è raccontata attraverso il suo diario segreto, in cui Giannino annota con innocente sincerità tutti i guai che combina — spesso convinto di fare la cosa giusta.
Dopo una serie di birichinate a casa con le sorelle e il cognato, Giannino viene mandato in collegio, il Istituto Pierpaoli, dove le sue avventure continuano tra punizioni, fughe, scherzi ai professori e amicizie inaspettate. Ogni tentativo degli adulti di "correggere" il bambino si trasforma in un nuovo disastro comico.
Dietro l'umorismo si nasconde però uno sguardo critico sulla società borghese dell'Italia di fine Ottocento: gli adulti appaiono spesso ridicoli, ipocriti o incapaci di capire i bambini, mentre Giannino, con la sua onestà diretta, ne rivela involontariamente i difetti.
Ho trovato questo libro molto divertente perché Giannino combina sempre guai senza volerlo davvero: ogni volta che cerca di fare una buona azione, le cose vanno storte in modo assurdo. Leggere il suo diario è come spiare i suoi pensieri più segreti, e questo lo rende un personaggio simpatico e vero.
Mi ha fatto ridere soprattutto quando Giannino è al collegio e i professori non riescono mai a tenerlo a bada. Però mi ha anche fatto riflettere: spesso gli adulti del libro non ascoltano i bambini e si comportano in modo strano. Forse Vamba voleva dire che i grandi non sono sempre nel giusto.
Il libro è stato scritto tantissimi anni fa ma si capisce benissimo ancora oggi, perché la voglia di libertà e di fare di testa propria è qualcosa che sentono tutti i bambini. Lo consiglio a chi ama le storie divertenti con un po' di ironia.